{"id":3640,"date":"2026-08-31T16:54:31","date_gmt":"2026-08-31T14:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lovefrequencies.org\/giovannibiancofiore\/?page_id=3640"},"modified":"2026-09-01T22:20:53","modified_gmt":"2026-09-01T20:20:53","slug":"atria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lovefrequencies.org\/giovannibiancofiore\/atria\/","title":{"rendered":"Atria"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 24px;\">Atria<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 16px;\"><em>romanzo, di prossima pubblicazione<\/em><\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><em>Atria<\/em> non esiste su nessuna mappa. Non troverete il suo nome in nessun atlante, in nessuna guida, in nessun elenco di citt\u00e0 reali o immaginarie. Eppure chiunque vi entri, anche solo per una pagina, fatica poi a dimenticarla. \u00c8 proprio la sua assenza da ogni cartografia ufficiale a darle una presenza che si impone con una forza quasi fisica.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">\u00c8 una citt\u00e0 amministrativa, stanca, percorsa da cantieri che restano fermi per mesi e da tram notturni che vibrano nel metallo prima ancora che il loro rumore arrivi alle orecchie. Una citt\u00e0 fatta di scarti: micro-deviazioni che nessuno corregge pi\u00f9, perch\u00e9 correggerle significherebbe ammettere che sono esistite.<br \/>\nUna via che curva di &#8220;undici gradi verso nord&#8221;, senza motivo apparente, finch\u00e9 non si scopre che nel millenovecentotrentaquattro, in quel punto esatto, c&#8217;era un muro. Un muro che oggi non esiste pi\u00f9, ma che la strada continua a ricordare nella propria forma. <em>Atria<\/em> \u00e8 tutto ci\u00f2 che resta quando le decisioni di persone che non si sono mai parlate si sovrappongono, strato dopo strato, senza che nessuno le riconcili.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">In questa citt\u00e0, cinque vite si sfiorano senza cercarsi, e pure, pagina dopo pagina, si avvicinano l&#8217;una all&#8217;altra con la lentezza ostinata di chi non sa ancora di stare camminando verso qualcosa. Lea, Omar, Chiara, Marco, Aiko. Non sono personaggi nel senso comune del termine. Sono strumenti di percezione, ciascuno calibrato su un punto preciso del corpo e della mente, e quel punto diventa lo stile stesso della pagina che lo racconta.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Lea misura. Misura le distanze, i passi, gli arretramenti di due metri che non compaiono in nessuna mappa catastale, perch\u00e9 misurare \u00e8 l&#8217;unico modo che ha trovato per non lasciarsi sfuggire ci\u00f2 che la circonda. Le sue cifre non sono freddezza: sono l&#8217;unico linguaggio in cui riesce a dire qualcosa che la riguarda da molto vicino, e che preferisce non nominare. Allo stesso modo, Omar conta i gradini di casa, i minuti di sonno, l&#8217;angolo esatto con cui la luce entra dalla persiana in una data stagione. Marco conta i millimetri di una staffa. In queste pagine il numero non \u00e8 mai ornamento: \u00e8 la forma che il pensiero assume quando le parole sembrano insufficienti, o pericolose.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Nessuno, in <em>Atria<\/em>, dichiara ci\u00f2 che prova. Il romanzo affida ai gesti, agli oggetti portati in tasca per giorni, alle frasi lasciate a met\u00e0, il compito di rivelare quello che i suoi personaggi non saprebbero, o non vorrebbero, formulare da soli. \u00c8 una scrittura che chiede al lettore un atto di fiducia raro e prezioso: fidarsi del silenzio. Credere che dietro un trasformatore elettrico, un ombrello rotto tenuto in mano per l&#8217;intero tragitto fino alla fermata, una crepa nell&#8217;asfalto lunga esattamente quattro metri che nessuno ha ancora segnalato, possa nascondersi tutta la grammatica di un&#8217;esistenza.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Sotto le fondamenta di un cantiere fermo da quattro mesi, in un rettangolo di terra scavata largo sei metri per quattordici, una fascia grigiastra attraversa gli strati del terreno a un metro e ottanta dal fondo. Non \u00e8 un problema strutturale. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 antico e pi\u00f9 ambiguo: un vecchio piano di calpestio, forse, un pavimento, una struttura che nessuno ha mai mappato. Chiunque si fermi a guardarla la interpreta in modo diverso. Nessuno, fino in fondo, la spiega.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Ed \u00e8 proprio questo il cuore pulsante di <em>Atria<\/em>: uno scarto costante tra quello che la mappa dice e quello che lo spazio dice. Uno scarto che rende la citt\u00e0 impossibile da capire fino in fondo, e per questo impossibile da lasciare andare.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">\u00c8 un romanzo della pace, nel senso pi\u00f9 esatto della parola: nessuna violenza ne attraversa le pagine, nessuna urgenza drammatica ne forza il passo. Non troverete inseguimenti, non troverete grida. Troverete un tram che arriva al capolinea alle sei e cinquantuno, un caff\u00e8 bevuto in piedi senza zucchero, un frigorifero che invecchia con dignit\u00e0, una donna che chiude un taccuino lentamente, con il pollice che trattiene ancora un istante il segno sulla pagina prima di lasciarlo andare. Eppure qualcosa accade, sempre, sotto la superficie apparentemente immobile delle cose, come quella fascia grigia nelle fondamenta, visibile a chiunque abbia la pazienza di fermarsi a guardare, e mai, davvero, del tutto spiegata.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\"><em>Atria<\/em> \u00e8 una citt\u00e0 che si costruisce leggendo, un passo alla volta, una cifra alla volta, un silenzio alla volta, proprio come i suoi cinque abitanti la costruiscono, ogni giorno, senza saperlo, camminandoci sopra.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Non vedo l&#8217;ora che possiate perdervi in <em>Atria<\/em> quanto mi ci sono perso io immaginandola, creandola e traducendo tutto in parole.<\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 20px;\">Presto disponibile.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Atria romanzo, di prossima pubblicazione Atria non esiste su nessuna mappa. 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